L’insulino resistenza (IR) rappresenta un problema crescente nella società moderna ed un fenomeno in aumento negli ultimi decenni. Questa condizione, caratterizzata da una minore sensibilità delle cellule dell’organismo all’azione dell’insulina e da iperinsulinemia compensatoria, è alla base di diverse alterazioni sia metaboliche, sia riproduttive.

Myo-inositolo (MI) e D-chiro-inositolo (DCI) sono da tempo sotto l’attenzione della comunità scientifica e, grazie ai vari studi clinici effettuati, che ne hanno confermato l’efficacia e la sicurezza, sono consigliabili come integrazione in caso di insulino resistenza. MI e DCI infatti agiscono come secondi messaggeri nella trasduzione del segnale dell’insulina regolando, però, processi insulino-dipendenti diversi. In particolar modo, MI è responsabile dell’uptake del glucosio nelle cellule, DCI invece è coinvolto nel metabolismo ossidativo del glucosio e nella sua conversione in glicogeno. A livello ovarico, inoltre, MI agisce come secondo messaggero della trasduzione del segnale dell’ormone follicolo stimolante FSH e migliora la qualità ovocitaria.

Mentre MI può essere introdotto nell’organismo con la dieta o prodotto in maniera endogena a partire dal glucosio-6-fosfato, DCI è ottenuto per conversione di MI grazie ad una epimerasi ad azione insulino-dipendente. Data la riduzione dell’attività epimerasica in caso di IR, sarebbe opportuno integrare entrambe le forme MI e DCI attraverso una formulazione combinata, per sopperire alla carenza sistemica di DCI.

Nonostante l’efficacia della combinazione MI/DCI nel miglioramento del quadro clinico dell’insulino resistenza sia da tempo provata e accettata dalla comunità scientifica, l’apporto ideale rimane ancora un argomento di dibattito. Secondo l’articolo “Polycystic Ovary Syndrome: Insights into the therapeutic approach with Inositols” di M.A. Sortino e collaboratoti, data l’importanza del dosaggio sull’efficacia dei singoli stereoisomeri di inositolo, è più importante valutare, in una formulazione integrativa, la concentrazione assoluta di MI e DCI, piuttosto che il loro rapporto. Lo stesso studio riporta come il dosaggio giornaliero ottimale di una combinazione MI/DCI dovrebbe essere almeno di 2-4 g di MI e 300-1500 mg di DCI. Inoltre una formulazione combinata non dovrebbe avere una sovrabbondanza di MI rispetto a DCI per non aggravare lo squilibrio MI/DCI che si instaura in caso di IR.

Dikirogen Zero, integratore alimentare a base di myo-inositolo, d-chiro-inositolo, acido folico e manganese, assicura un apporto giornaliero in monosomministrazione di 2 g di myo-inositolo e 400 mg di d-chiro-inositolo, utile per colmare le carenze alimentari o gli aumentati fabbisogni organici di tali nutrienti. La formulazione è senza zuccheri in modo da non compromettere ulteriormente una condizione già caratterizzata da uno squilibrio del metabolismo glucidico. Dato il suo dosaggio ottimale, Dikirogen Zero è particolarmente consigliato come supporto e coadiuvante in tutte quelle alterazioni dovute ad una condizione di insulino resistenza, quali sindrome metabolica, irregolarità mestruale, sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), infertilità e, non ultimo, diabete gestazionale.

Studi clinici hanno infatti dimostrato come l’assunzione di Dikirogen Zero per 2 mesi riduca significativamente i livelli ematici di glucosio, colesterolo (totale e LDL) e trigliceridi portando ad un miglioramento del profilo metabolico (Malvasi A et al.), così come ad un miglioramento della qualità ovocitaria e ad un aumento di gravidanze cliniche (Brusco G.F., studio condotto su donne sottoposte a cicli ICSI).

 

Bibliografia

Sortino M.A. et al., Polycystic Ovary Syndrome: Insights into the Therapeutic Approach with Inositols. Front Pharmacol 8 (2017).

Brusco G.F. et al., Inositol: effects on oocyte quality in patients undergoing ICSI. An open study. Eur Rev Med Pharmacol Sci 17 (2013).

Malvasi A. et al., Myo-inositol, d-chiro-inositol folic acid and manganese in second trimester of pregnancy: a preliminary investigation. 18 (2014).